Le Fotografe!

"L’altra metà dell’obiettivo? Da questa parte si vede benissimo, grazie."

Il 19 agosto 1839 è la data ufficiale della nascita della fotografia: il giorno in cui venne presentata all’Accademia delle Scienze e delle Arti Visive. All’inizio fu un privilegio riservato alle classi abbienti, poi si diffuse in tutti i ceti sociali e, solo più tardi, arrivò anche nelle mani delle donne.

Questa pagina raccoglie gli articoli che ho dedicato alle fotografe sulle quali si è concentrato il mio sguardo. Donne il cui lavoro appassionato è stato a lungo trascurato, sottovalutato o completamente ignorato dalla storia ufficiale della fotografia, donne che hanno guadagnato la fama grazie ad un impegno molto più gravoso di quello maschile.
Ogni articolo nasce da ricerche personali, tra libri e fonti online, e contiene anche appunti utili per approfondire le loro biografie.
È un tema che mi appassiona e mi coinvolge profondamente: raccontare l’altra metà dell’obiettivo, quella a cui per troppo tempo non è stata data voce.
📷 Pagina in allestimento costante! 
Gli articoli non sono in ordine cronologico e vengono inseriti...quando trovo il tempo 

Gisèle Freund è nata nel 1908 a Schöneberg in una famiglia di origini ebraiche. La sua carriera è iniziata in modo singolare e ha segnato il mondo della fotografia con ritratti che ancora oggi sono considerati opere d'arte senza tempo
La fotografa Paola Agosti, con il suo lavoro di reportage, è riuscita negli anni a catturare qualcosa che va oltre l’immagine: un’energia, un’emozione, un racconto. L’ho conosciuta un paio di anni fa, in occasione della presentazione a Lodi del suo libro Itinerari, il lungo viaggio di una fotografa, e ricordo ancora la passione con cui descriveva il suo lavoro, che si può definire una missione per preservare frammenti di storie che non possiamo permetterci di dimenticare. Quando ho scoperto che era stato pubblicato un nuovo libro fotografico dal titolo Covando un mondo nuovo viaggio tra le donne degli anni settanta, in collaborazione con la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, ho ritrovato quella stessa passione

C’è un filo invisibile che lega le donne pioniere della fotografia: la determinazione nel trasformare uno strumento tecnico in un mezzo di espressione, di lotta, di arte. Maria Spes Bartoli è una di quelle figure che, pur rimanendo a lungo nell’ombra, ha lasciato un segno indelebile nella storia della fotografia italiana. Nata a Senigallia nel 1888, è stata la prima donna nelle Marche a dirigere uno studio fotografico, ereditando la passione dal padre e trasformandola in una missione

👉Giuliana Traverso: una vita per la fotografia al femminile

Ti voglio raccontare la storia di una figura davvero fondamentale e interessante per la fotografia femminile italiana del Novecento: Giuliana Traverso, che ha realizzato opere di grande valore artistico, ma ha anche dedicato gran parte della sua carriera a formare generazioni di fotografe, trasformando la fotografia in uno strumento di emancipazione

👉Grace Robertson, pioniera della fotografia femminile

Grace Robertson, nata nel 1930 a Manchester, fu una delle voci femminili più influenti nella fotografia britannica del dopoguerra. In un’epoca in cui la fotografia professionale era dominata da uomini, Robertson riuscì a distinguersi grazie alla sua capacità di raccontare la vita quotidiana delle donne comuni, esprimendo una sensibilità che spesso mancava nei colleghi maschi

👉Il potere della fotografia femminile del novecento

In occasione del Festival della fotografia etica di Lodi è stato presentato a Lodi un libro singolare, appassionato e di lettura veloce: Sguardi penetranti e obliquiVenti Fotografe Per un album di famiglia del Novecento, frutto della ricerca di Silvia Mazzucchelli, esperta di fotografia, saggista e critica d’arte. Presente all’iniziativa anche la celebre fotografa Paola Mattioli, che ha esternato il suo pensiero sulla fotografia d’archivio professionale come parte del suo album di ricordi, perché quando ha scattato quelle foto era presente e coinvolta

👉Grete Stern, tra surrealismo e analisi interiore 

Grete Stern è stata una fotografa tedesca naturalizzata argentina, una figura fondamentale nella storia della fotografia, soprattutto per il suo contributo al surrealismo e per la sua analisi profonda della condizione femminile

👉Thérèse Bonney, Fotografa e testimone del modernismo tra le Guerre 

Proseguendo la mia ricerca sulle fotografe di guerra, mi sono imbattuta sulla figura di Thérèse Bonney, che ha passato gran parte della sua vita a documentare con le sue immagini la storia di persone e luoghi in varie parti d'Europa prima e durante la seconda guerra mondiale oltre che scattare ritratti di noti artisti, artiste e designer mentre viveva a Parigi

👉 Gerda Taro, la fotografia come rivoluzione

Gerda Taro è una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia del fotogiornalismo, soprattutto per il suo lavoro durante la Guerra Civile Spagnola. Nata Gerta Pohorylle a Stoccarda da genitori tedeschi nel 1911, era una giovane donna che già da subito si trovò a fronteggiare l’ombra del nazismo, essendo di origine ebraica polacca. Quando si trasferì a Parigi per sfuggire alle persecuzioni, trovò un nuovo inizio, e anche la sua vera identità, cambiando il suo nome in Gerda Taro

👉Helen Levitt, osservatrice silenziosa della vita quotidiana

Helen Levitt non è stata solo una fotografa ma anche un'artista che ha saputo trasformare le strade di New York in una "tela" di vita autentica. Nata il 31 agosto 1913 a Brooklyn, Levitt ha scoperto la sua passione per la fotografia fin da giovane, durante gli anni dell'adolescenza. In quei primi anni, nessuna persona avrebbe potuto immaginare che quella giovane ragazza di Brooklyn avrebbe rivoluzionato il modo in cui vediamo la vita urbana, catturandola con uno sguardo che era al contempo delicato e profondamente umano

Lisette Model è stata una figura straordinaria nel mondo della fotografia, una donna che ha saputo usare la macchina fotografica per andare oltre le apparenze, cogliendo l'essenza stessa dell'umanità. Nata il 10 novembre 1901 a Vienna, in una famiglia benestante, sembrava destinata a una vita diversa, fatta di musica e concerti, dato che da giovane studiava canto e pianoforte. Ma il suo cuore, alla fine, l’ha portata su un percorso completamente diverso: prima la pittura, poi, in modo del tutto inaspettato, la fotografia

👉Julia Margaret Cameron, la prima fotografa


Julia Margaret Pattle (nota con il cognome del marito, Cameron), nata nel 1836 a Garden Reach, nei pressi di Calcutta, fu la prima fotografa ad aver rivoluzionato, con la sua tecnica, il mondo della fotografia

👉Diane Arbus: lo sguardo che ha cambiato la fotografia del XX Secolo

La storia di Diane Nemerow, coniugata Arbus, è quella di una donna che ad un certo punto della vita ha sentito la necessità di esplorare quello che le era stato negato nella giovinezza,  che si trasforma nella sua ossessione, con la quale è riuscita a cambiare lo sguardo fotografico del XX secolo

👉Lee Miller: Icona Eclettica della Fotografia del XX Secolo


La figura della fotografa Elizabeth "Lee" Miller mi ha affascinata per essere stata una persona libera nel panorama fotografico del XX secolo, e per la storia della sua vita piena e avventurosa

👉Paola Agosti, fotografa


L'occasione della presentazione a Lodi del libro "Itinerari, il lungo viaggio di una fotografa" mi ha dato la possibilità di incontrare e conoscere una leggenda della fotografia: Paola Agosti

👉Fotografe ignorate

Considerare la sensibilità fotografica e lo sguardo femminile sulla società è una necessità culturale. In questo articolo ti spiego il perché

👉Viaggiare da sole. Il cat - calling negli scatti di Ruth Orkin

Ruth Orkin, nata nel 1921 a Boston, fotografa e regista statunitense, è nota per i suoi scatti di street photography e per il suo impatto significativo nel mondo della fotografia documentaristica

👉Vivian Maier, una donna libera

Dedicarsi alla fotografia anima e corpo, con disciplina e amore. Non separarsi mai dalla propria fotocamera. Mantenere perennemente vigile "l'occhio fotografico" che permette di scovare e osservare particolari insoliti in ogni situazione per poi fissarli su una pellicola, per il puro piacere di farlo. Per fermare il tempo, la luce, lo sguardo. Lei era Vivian Maier ed era una donna libera

👉Oltre l’obiettivo: Lisetta Carmi e le vite invisibili

Non mi interessa raccontare Lisetta Carmi come una figura esemplare. Piuttosto mi interessa capire perché il suo lavoro, ancora oggi, continui a creare attrito e resista a ogni tentativo di essere reso innocuo. Rileggere Lisetta significa interrogare il potere dello sguardo. Chi guarda, da dove guarda, chi viene guardatə e a quale prezzo. Negli anni in cui Lisetta inizia a fotografare, queste domande non erano affatto neutre, ma pericolose.

👉Letizia Battaglia, l'archivio completo online

Una piattaforma intera dedicata agli scatti di Letizia Battaglia. Un sito in cui sono catalogate per argomento le sue foto da sfogliare, da cui prendere esempio, da cui imparare la storia del nostro e di altri paesi osservati con lo sguardo dell'amatissima fotoreporter è adesso online

👉Guardare Manhattan dall’alto non è per tuttə
Guardare una città dall’alto è sempre stato considerato un privilegio. Panorami, skyline, terrazze che tolgono il fiato. Ma a forza di normalizzarli — cartoline, grattacieli iconici, foto patinate — ci siamo dimenticatə di una cosa semplice: non tuttə possono guardare da lì.

👉Letizia Battaglia e il senso della fotografia oggi

In questi tempi in cui si discute di limitare libri, film, fiction e fotografie che raccontano la criminalità organizzata, sento urgente condividere un mio ragionamento su chi l’ha raccontata davvero: Letizia Battaglia. Lo fece con coraggio, con la macchina fotografica come strumento di denuncia, in un’epoca in cui molti e molte ancora affermavano che la mafia non esistesse. E lo fece assumendosi rischi concreti, dentro le strade, le case, la vita quotidiana delle persone.

👉Mary Ellen Mark: stare con le persone, non sopra di loro

Mary Ellen Mark non mi ha mai dato l’idea di una fotografa “interessata ai margini”. Lei stava nei margini. Non li osservava da fuori, non li usava come soggetto forte per un progetto riuscito. Ci entrava con il corpo, con il tempo, con una presenza che non cercava di addomesticare nessunə.

Non avevo in programma di fermarmi, quel giorno. Il cortile del Circolo Cerri in Viale Pavia era immerso in una quiete luminosa, interrotta solo dal passaggio di qualche bicicletta.
Era il 1947, il matrimonio della regina Elisabetta. Inge Morath, fotografa ancora giovanissima, faceva parte del gruppo di inviati da Life. Mentre gli altri fotografi correvano a catturare il potere, lei rivolse l’obiettivo verso chi osservava: la gente comune, i loro sguardi curiosi, le emozioni genuine. Già allora si percepiva il suo tratto distintivo: non il centro della scena, ma le storie invisibili erano ciò che la interessava davvero.

👉Cloti Ricciardi: immagini, parole e femminismo

Il 22 settembre 2025 è scomparsa Cloti Ricciardi, un’artista, una voce che aveva saputo intrecciare femminismo e arte con una forza rara. Incontrare la sua opera è stato come ascoltare una voce che non si piega: forte, femminista, capace di trasformare l’identità in linguaggio artistico.

Non sapevo molto di Tina Modotti. Solo un nome, qualche foto, un’idea vaga. Poi ho iniziato a leggerla davvero, a osservarla da vicino. Con la sua vita intensa, le sue scelte radicali, il suo modo di stare al mondo con coraggio.
Ci sono fotografe che ammiro per la loro tecnica, altre per la loro visione artistica. E poi ci sono donne come Samar Abu Elouf, che ammiro con tutta me stessa. Per il coraggio, per la lucidità, per la scelta – consapevole e ostinata – di restare accanto alla sofferenza, di raccontarla senza mai allontanarsene. 


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