Entrare in questa mostra è come cambiare passo.
Le architetture non stanno ferme, non fanno da sfondo. Ti vengono incontro. Ti costringono a rallentare, ad alzare lo sguardo, a seguire linee che sembrano sapere dove vogliono portarti.
Fotografare l’architettura, qui, non è raccontare edifici.
È ascoltare le loro tensioni, i vuoti, le geometrie che si allungano verso il cielo come domande senza risposta. Ogni immagine è un invito a perdersi un attimo, a lasciare che siano le forme a guidare lo sguardo, senza fretta, senza una meta precisa.
In queste fotografie cerco un dialogo silenzioso tra me e lo spazio.
Tra ciò che è costruito e ciò che sento. Tra ordine e vertigine.
L’architettura diventa così un corpo vivo, attraversabile, capace di restituire una sensazione più che una certezza.
Questa mostra nasce da lì: dal bisogno di fermarmi e guardare.
🙋Da oggi puoi anche fare una visita nella galleria virtuale a questo link: Spazio LSDG 1 - LFDA
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