Una di quelle serate che ti restano nel cuore, con una leggerezza che lascia il segno. L'incontro con Roberta Tagliavini per presentare il suo libro "La mercante di Brera", di cui avevo scritto nell'articolo La mercante di Brera – L’arte che diventa un atto di libertà, alla Società di Mutuo Soccorso di Lodi è stato questo.
L'ironia
Una presentazione che ha saputo tenere insieme intelligenza, ironia e un modo di raccontarsi mai scontato. Roberta ha una di quelle voci capaci di coinvolgerti senza che tu te ne accorga: parli con lei e ti ritrovi a ridere, poi a pensare, poi di nuovo a ridere, e non sai bene quando è cambiata la direzione.
Accanto a lei, Luca Maccagni ha costruito un dialogo fuori dagli schemi, affidando a oggetti e simboli il compito di dare forma a una vita lunga e avventurosa, senza ingabbiarla in una sequenza prevedibile. Numerosi gli aneddoti sulle persone che ha conosciuto, ogni pezzo scelto sembrava dire qualcosa che le parole da sole non avrebbero detto con la stessa precisione.
L'affiatamento
E poi c'è stato il dopo. La cena, gli scambi più informali, gli aneddoti esilaranti condivisi con suo figlio Mattia.
Il loro affiatamento è qualcosa che si vede, prima ancora che si capisca.
Si muovono in sintonia, tra ironia e complicità, con una naturalezza che non ha bisogno di essere spiegata e che, diciamolo, fa anche un po' di tenerezza nel senso migliore del termine, oltre che una sanissima invidia!
La gentilezza
Quello che mi ha colpita davvero, però, è stata la loro gentilezza, il loro entusiasmo. L'autenticità che non fa rumore ma arriva forte. Attenzione, ascolto, presenza. Non la gentilezza di circostanza che si tira fuori nelle occasioni pubbliche, ma quella che si riserva di solito alle persone care.
In un contesto pieno di gente curiosa, partecipe, visibilmente felice di esserci e di incontrare quella che molti e molte conoscono come la "regina" di Cash or Trash, quella disponibilità aveva ancora più valore.
L'empatia
Sentirla raccontare aneddoti unici della sua vita, dal clan di Adriano Celentano a un noto banchiere lodigiano, passando per acquisti e vendite decisamente fuori dagli schemi, la sua famiglia, i suoi due mariti, i dolori e le gioie… è stato come aprire una serie di cassetti uno dopo l’altro, senza sapere cosa sarebbe uscito. La verità è che non avrei più smesso di ascoltarla. E, a giudicare dalle facce, tra sorrisi e l'empatia che percepivo intorno a me, non ero certo l’unica.
La generosità
Grazie allora a Roberta e a Mattia, per quello che hanno condiviso con generosità. A Luca, per aver trovato un modo diverso di far emergere una storia. Alla Società di Mutuo Soccorso di Lodi, per aver messo a disposizione lo spazio perché tutto questo potesse accadere.
Il caffè nutre le idee!
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