Jeb
©Donna Gottschalk. Chris, Robin, Sally, Binky and I, E. 9th St., NYC, 1967. Courtesy: Marcelle Alix, Paris.
La vita che vive
©Donna Gottschalk. Helaine on her girlfriend's lap, Provincetown, Massachusetts, 1973. Courtesy: Marcelle Alix, Paris.
Gesti ordinari
©Donna Gottschalk. Myla 16 years old, Mission District, San Francisco, 1972. Courtesy: Marcelle Alix, Paris.
Myla
C’è qualcosa di semplice e forte in questo restarle accanto con una macchina fotografica in mano. Myla, originariamente nata come Alfie, affrontò violenze transfobiche oltre che difficoltà di salute e lavorative legate alla sua identità . Morì all'età di 56 anni nel 2023.
©Donna Gottschalk. Self-portrait, Maine, Summer 1975. Courtesy: Marcelle Alix, Paris.
La quotidianitÃ
Guardate insieme, tutte queste fotografie restituiscono una vita lesbica che non ruota costantemente attorno allo scontro con l’esterno. Ci sono relazioni, tempi morti, affetti, stanchezza, quotidianità . Donna privilegia l'autenticità del ritratto, senza scenografie né commercializzazione. Tutto ciò che spesso manca nelle narrazioni pubbliche, anche in quelle più inclusive. Il loro "coraggio, la loro lotta e la loro bellezza" erano le ragioni alla base del bisogno primordiale di Donna di scattare fotografie.
Confrontando queste immagini con il mondo attuale ho pensato che nel presente, spesso le identità queer sono chiamate a spiegarsi, a rappresentare qualcosa, a diventare un messaggio. Le fotografie di Donna Gottschalk fanno l’esatto opposto, perché mostrano in modo molto semplice situazioni che esistono, da sempre, senza bisogno di giustificazioni.
Un lavoro riscoperto
Negli ultimi anni il lavoro di Donna Gottschalk è stato riscoperto ed esposto in modo sistematico, a partire dalla mostra Brave, Beautiful Outlaws al Leslie-Lohman Museum of Art di New York, fino alle esposizioni europee, tra cui Ce qui fait une vie dal 6/4 al 20/5 2023 presso la Galleria Marcelle Alix di Parigi.
Le fotografie pubblicate in questo articolo sono diffuse con la gentile concessione della Galleria Marcelle Alix di Parigi, con titoli e crediti originali.
Negli stessi anni
Negli anni Settanta, mentre Donna Gottschalk, in America, fotografava ciò che viveva ma che la società non voleva riconoscere: relazioni, famiglie, affetti, Lisetta Carmi fotografava corpi e identità che la società italiana preferiva non vedere.
L'articolo qui👉Oltre l'obiettivo: Lisetta Carmi e le vite invisibili
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