Una serata speciale con le amiche, sorelle, di viaggio e di vita, in senso stretto e in senso largo. Avevamo già visto Rita Pelusio in Giovinette, le calciatrici che sfidarono il duce e in Lo sciopero delle bambine e sapevamo cosa aspettarci: bravura, lucidità, intelligenza, irriverenza, e un certo tipo di ironia spiazzante. Dopo aver visto Eva, diario di una costola, le mie compagne di serata sono uscite entusiaste e grate tanto quanto me. Quel tipo di gratitudine che si prova quando uno spettacolo ti dà qualcosa che speravi tanto di ricevere.
"Caro Diario, oggi ho mangiato la mela, mi sa che Lui non l'ha presa molto bene..."
Niente di scontato

Il testo parte da un'immagine arcinota, quasi banale: la donna nata da una costola. Una storia così antica che abbiamo smesso di pensarci. Sul palco, quella costola smette di essere un dettaglio secondario della Genesi e diventa il centro esatto della scena.
I corpi delle donne
La cosa che mi ha colpita è quanto questo testo sia perfettamente aderente al presente. Ed ho verificato una volta ancora che, come sempre con Rita, il testo non è mai lo stesso nelle diverse rappresentazioni, ma si evolve, si adatta al contesto attuale, e che le esce direttamente dal cuore, con enfasi, con la passione che la contraddistingue.
La mela, in scena, simbolo del peccato. È il simbolo della scelta e della disobbedienza. E la disobbedienza femminile continua a essere letta come eccesso, come qualcosa che richiede giustificazione. Una donna che alza la voce, pretende spazio, non si accontenta, è ancora percepita come troppo.
Pace o disturbo dell'ordine?
Ho pensato che restare immobili per non disturbare l'ordine delle cose è molto più inquietante di qualsiasi espulsione dal paradiso.

EVA – DIARIO DI UNA COSTOLA. Con Rita Pelusio e Marta Pistocchi (violino). Regia Marco Rampoldi. Drammaturgia: Rita Pelusio, Alessandra Faiella, Marianna Stefanucci, Riccardo Piferi. Produzione PEM Habitat Teatrali. Dal Diario di Eva (1906) di Mark Twain. Visto al Polo culturale Mulino di Vione, Basiglio il 28 febbraio 2026.
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