Vita semiseria da blogger - Parte 2

Benvenutə nella seconda metà della vita da blogger. Quella che nessunə ti racconta...

Nella prima parte ti ho raccontato della Pila, l'inquilina abusiva di libri che mi giudica in silenzio. Ti ho parlato di come ogni articolo nasca da quel caos di volumi sfogliati, annotati, abbandonati e ripresi. Ti ho fatto quasi credere, insomma, che scrivere sul blog sia una faccenda poetica, fatta di ricerca lenta e scoperte silenziose.

Ora arriva la parte scomoda: quella in cui scopri che dietro ogni articolo pubblicato c'è un lato oscuro fatto di codice incomprensibile, e la costante sensazione di stare armeggiando con qualcosa che potrebbe esplodere da un momento all'altro come, d'altronde succede anche nella vita reale. 

Il lato oscuro: la tecnica 

(in cui le cose si complicano tecnicamente e umanamente)

Mi ritengo abbastanza brava nella parte creativa. Sono completamente, serenamente, ostinatamente ignorante nella parte tecnica.

XML, CSS avanzato, script che devono chiudersi in un certo modo, <head> che non va toccato pena conseguenze non meglio specificate. E gli errori — ah, gli errori. "SAXParseException": una parola che in un'altra vita avrebbe potuto essere il nome di una rock band degli anni Novanta. Invece è il messaggio che compare quando hai toccato qualcosa che non dovevi toccare. Qual è il problema esatto? Ottima domanda. Dove? Ancora meglio. Perché? Questo Blogger non lo dice. È come se Blogger ti guardasse, ti giudicasse in silenzio, e andasse avanti per la sua strada.
Blogger, appunto. Il mio vecchio blog gratuito, un po' rigido, un po' nostalgico, spesso ostinato. Non supporta emoji, rifiuta i caratteri Unicode, e ogni tanto anche la logica umana. È lento, limitato, e ogni aggiornamento del template è una piccola avventura con finale incerto. Ed è qui che entra in scena l'intelligenza artificiale, che mi salva regolarmente dal delirio digitale: traduce l'errore, mi dice dove mettere uno script, mi avvisa che un carattere minuscolo può distruggere Blogger come se avessi fatto saltare la sede della NASA. Non costruisce il rifugio, ma ti evita di segarti un dito mentre ci provi. Il che, ad essere onesta, è già molto.

La vita da blogger è 

un equilibrio buffo tra la lentezza della scrittura e la frenesia della ricerca. Tra la fotografia che mi attraversa e il digitale che a volte mi tradisce. Tra quello che vorrei dire e quello che riesco a far funzionare tecnicamente senza far esplodere il template.

Ogni tanto penso "basta, cambio piattaforma!". Poi resto. Perché questo spazio, con tutti i suoi limiti e i suoi XML ostici, è il posto in cui ho imparato a fare le cose lentamente e con cura. E che mi ha dato più soddisfazioni.

L'invasione di una blogger indipendente

Poi ti voglio raccontare anche di quella volta, finora l'unica per fortuna, di cui mi è stato letteralmente "vietato" di scrivere e fotografare.
Mostra d’arte; in un luogo di cui avevo già scritto di altre esposizioni senza incidenti diplomatici. Compare dal nulla una signora e mi comunica che non posso fotografare.
Va bene. Chiedo allora: “Posso almeno scriverne sul mio blog?”
“No.”
Secco. Definitivo. Niente foto, niente parole. Il copyright, a quanto pare, andava protetto dai pensieri indipendenti.
Avevo previsto di seguire anche la visita guidata, ma restare lì a contemplare opere che non potevo né fotografare né raccontare per me non aveva più senso. Io osservo e ascolto per condividere il mio sguardo e farlo diventare un ricordo per me e per chi mi segue, proprio qui, in questo blog, e non per fare voto di silenzio.
Ho salutato e sono uscita.
Risultato: zero foto, zero articolo, zero visita. Missione compiuta!

Gli inviti: quando ti senti (quasi) una VIP

Poi ci sono i momenti in cui arrivano gli inviti. Non quelli del dentista, non quelli del condominio, ma veri inviti in quanto blogger: spettacoli teatrali, mostre, un'iniziative culturali. Rileggi più volte perché non ti fidi, poi rispondi con un "Sarò presente con vero  piacere" di rara eleganza, come se ne ricevessi decine alla settimana.
A volte invece arriva un libro da recensire. Il cuore fa un balzo, dura circa tre secondi, il tempo di appoggiarlo sulla Pila, sopra agli altri che aspettano con pazienza crescente. Perché non basta ricevere: bisogna scegliere, capire se l'argomento è in linea con gli argomenti che tratto solitamente nel blog. Dire no, anche se mi spiace sempre doverlo fare, è una competenza molto bloggerista.

BuyMeACoffee 

E poi ci sono i caffè di BuyMeACoffee, una notifica inaspettata che ti fa sentire una scrittrice seria per almeno venti minuti. Qualcuno ha letto, ha apprezzato, e ha deciso di dirtelo con un gesto concreto. Non ti cambierà la vita, ma in quel momento non importa.
È lì che capisci: il blogging è una cosa seria travestita da hobby, e ogni tanto il mondo, gentilmente, te lo conferma!

La Pila nel frattempo ha guadagnato altri due volumi. Li ho messi sopra  con la convinzione silenziosa che li leggerò al prossimo weekend. 
Lei, la Pila, non ha commentato. 

Ma ha quell'aria lì, di chi ti dice: "facciamo una terza parte di Vita da blogger?".

Il tuo sostegno fa la differenza

Scrivimi per ricevere storie e progetti direttamente nella tua casella di posta. Solo contenuti autentici, niente spam.
👉 A losguardodigiulia@gmail.com | Leggi l’informativa sulla privacy

Lo Sguardo Di Giulia 2026 © diritti riservati – Vietata la pubblicazione non autorizzata. Le immagini pubblicate sono protette da copyright. Se vuoi usare una mia foto, contattami. 

👉Copyright e utilizzo delle immagini

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001