Northern view of Central Park from one of penthouse master bedrooms at Rafael Viñoly’s 432 Park Avenue. Photo: Andi Schmied. Courtesy of the artist.
📷 Guardare una città dall’alto è sempre stato considerato un privilegio. Panorami, skyline, terrazze che tolgono il fiato. Ma a forza di normalizzarli — cartoline, grattacieli iconici, foto patinate — ci siamo dimenticatə di una cosa semplice: non tuttə possono guardare da lì.
Northern view of the Empire State Building and western view of the Hudson River from one of the upper floor staged living rooms at Cetra Ruddy’s One Madison. Photo: Andi Schmied. Courtesy of the artist.
📷 Il progetto Private Views: A High-Rise Panorama of Manhattan dell’artista e fotografa Andi Schmied parte proprio da questo punto cieco. Per un certo periodo, Schmied si è finta una miliardaria in cerca di casa a New York. Un’identità credibile, elegante, mai davvero messa in discussione. Così è entrata negli attici e nei grattacieli più esclusivi di Manhattan, fotografando ciò che normalmente resta invisibile: la città vista da chi può permettersi di starci sopra.
Le sue immagini non denunciano in modo esplicito.
Southern and western views from one of the upper floor master bedrooms at Rafael Viñoly’s 432 Park Avenue. Photo: Andi Schmied. Courtesy of the artist.
📷 Dentro quegli appartamenti c’è silenzio. Spazi enormi, spesso vuoti. Finestre che incorniciano la città come se fosse un plastico. Manhattan diventa uno sfondo, non più un luogo abitato. Non ci sono corpi, relazioni, conflitti. Solo possesso visivo.
Central Park view from the 100th floor Private Ballroom of Central Park Club. With 1550 feet, Central Park Tower, designed by Adrian Smith and Gordon Gill Architecture, upon completion, will be the tallest residential tower on the planet. Photo: Andi Schmied. Courtesy of the artist.
📷 Il punto non è solo l’accesso fisico a certi spazi. È l’idea che la bellezza urbana sia diventata una moneta, riservata a poche persone "elette". Guardare dall’alto significa controllare, dominare, separarsi. Non è un caso che molti di questi appartamenti siano più investimenti finanziari che case vissute. La città sotto continua a muoversi, lavorare, faticare. Sopra, spesso, nessunə vive davvero.
Northern view of the Central Park from one of the upper floor living rooms at Adrian Smith’s and Gordon Gill’s Central Park Tower still under construction. Photo: Andi Schmied. Courtesy of the artist.
📷Quello che Andi Schmied (nella foto) ha fatto, fingendosi "Gabriella", madre di un bambino e moglie di un antiquario, — con intelligenza, ironia e un po’ di audacia — è usare le regole del sistema per mostrarne l’assurdità, e farlo con uno sguardo fotografico che non si limita a documentare, ma mette in evidenza il contrasto.
Nessunə le ha chiesto documenti, estratti conto o prove concrete di ricchezza. Bastava l’atteggiamento giusto, il linguaggio giusto, i vestiti giusti.
Il privilegio, ancora una volta, si è fidato di se stesso.
📷 Ciò che più colpisce è la precisione del suo sguardo: formale, quasi freddo, ma capace di raccontare una storia sociale potentissima. Non serve urlare per denunciare il divario: basta mostrare ciò che è normalmente invisibile e lasciare che la città parli da sé.
📷 Per me raccontare questo progetto oggi non è un esercizio estetico. È una presa di posizione, lo sguardo non è mai neutrale, decidere a chi dare spazio, anche solo con una fotografia, è già un atto politico.
All the photographs of the book: Photo: Dávid Biró. Courtesy of Trapéz Gallery.
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Andi a TED x Vienna
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