Il manicomio come specchio - Donne, fotografia e potere nei manicomi italiani tra Ottocento e Novecento
Immagini su concessione dell’Azienda USL di Reggio Emilia IRCCS – Prot. 39545/2026. Vietata l’ulteriore riproduzione
Il corpo come documento
Al San Lazzaro l’approccio era diverso. Più sobrio, naturale e sicuramente meno spettacolare. Nessuna teatralità.
Le donne del San Lazzaro
I fotografi Emilio Poli e Giovanni Morini lavorarono al San Lazzaro tra il 1892 e il 1906. Ogni ritratto che scattavano finiva in album, ordinato per data di ingresso, accompagnato dal nome della paziente, dal giorno del ricovero e dalla diagnosi. Eppure sfogliando quelle pagine succede qualcosa di inatteso.![]() |
La diagnosi come sentenza sociale
Le cartelle cliniche di altri manicomi italiani di quel periodo raccontano storie che sorprendono ancora.Ida Peruzzi, moglie dello scrittore Emilio Salgari, fu ricoverata a Collegno nel 1911. La diagnosi: “erotismo fisiologico esagerato”. Non uscì più dal manicomio. La sua storia fu raccontata dalla studiosa piemontese Bruna Bertolo nel libro Donne e follia in Piemonte.
Ida Irene Dalser sostenne con convinzione di aver sposato Benito Mussolini e di avere avuto un figlio da lui. Quando la sua presenza diventò politicamente scomoda, fu internata. Morì nel 1937 nel manicomio di San Clemente. La sua storia è raccontata nel film Vincere del 2009.
Questi casi sono diventati noti perché i nomi erano noti. Ma accanto a loro ci sono migliaia di storie rimaste senza voce, come quelle delle donne rasate del San Lazzaro, le cui fotografie sono arrivate fino a noi senza che si sappia quasi nulla delle loro vite.
Per approfondire
Dieci giorni in manicomio di Nellie Bly è un caso a parte: giornalismo d'inchiesta ottocentesco, una donna che si finge pazza per raccontare dall'interno le condizioni di Blackwell Island, e che suona stranamente contemporaneo. E poi c'è Alda Merini, che quella cosa l'ha vissuta davvero: L'altra verità. Diario di una diversa è un libro che alterna orrore e solitudine, e che a tratti sembra scritto da una delle donne di queste fotografie.Un omaggio dal Fondo fotografico ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro:
👉Qui la pagina con la bibliografia dedicata alla fotografia al San Lazzaro con anche dei focus sui fotografia (tra cui Emilio Poli E Giovanni M.) con le date delle loro attività.
👉Qui un e-book scritto dal Fondo fotografico sulla fotografia al San Lazzaro. E a breve ne verrà pubblicato uno dedicato ai fotografi del San Lazzaro.
Quello che la fotografia non poteva cancellare
C’è una cosa curiosa che ho pensato durante queste ricerche, e che riguarda le fotografie delle donne di San Lazzaro. Sono nate come strumenti di classificazione, eppure è come se resistessero a qualsiasi tentativo di ridurre le persone ritratte a una categoria. Non sappiamo quasi nulla di loro, niente della loro storia, dei loro pensieri e delle loro esperienze, ma i loro volti sono arrivati fino a noi con una naturalezza spiazzante. Mi resta il desiderio di averle potute conoscere, ascoltarle mentre raccontano di sé, osservare dal vivo i loro sguardi.
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