Calcio, ragazze e stereotipi: al Memorial Boccalini il campo corre più veloce delle idee

Arrivo al Sambe Stadium per fotografare il Memorial Boccalini, torneo studentesco femminile dedicato a quattro sorelle che nel 1933 ebbero l’idea, pionieristica per l’epoca, di giocare a calcio. In campo duecentocinquanta ragazze corrono, ridono, si passano il pallone. Sul bordo campo, invece, alcune idee sembrano essersi dimenticate di aggiornarsi.

Parlo con un amico giornalista di fotografia quando si avvicina una signora sconosciuta. Lo conosce, mi guarda, e con assoluta naturalezza gli dice: « Bravo, ti sei portato una compagna per fare fotografie».

Pausa.

Ovviamente chiarisco subito: fotografa indipendente, nessuna testata, e soprattutto nessun maschio di riferimento. Lui conferma. La signora annuisce, soddisfatta, forse interdetta. Fine della scena.

Non c’era ostilità. Ma era uno stereotipo evidente e in piena forma, perfettamente funzionante: donna accanto a giornalista uomo? Sicuramente assistente, un aiuto, un appoggio.

Il paradosso è che succede proprio durante il quarto Memorial Boccalini, torneo nato per smontare stereotipi, pregiudizi e idee simili. Sul prato duecentocinquanta ragazze lo stanno facendo alla grande. Sul bordo campo, invece, qualcunə è rimastə bloccatə al 1933.

Le Boccalini in breve


Il Memorial porta il nome di Luisa, Marta, Rosetta e Giovanna Boccalini, le sorelle lodigiane che nel 1933 fondarono il Gruppo Femminile Calcistico, prima squadra italiana riconosciuta dal CONI. Giocare a calcio da donne non era solo raro: era quasi un atto di provocazione. Il regime fascista intervenne subito, vietando trasferte e partite. La storia del GFC rimase sepolta fino a quando ricercatrici e ricercatori, associazioni e scuole decisero di riportarla alla luce.

Nel 2023 Google celebrò Giovanna Boccalini con un Doodle, mentre nel 2024 il Comune di Lodi assegnò la medaglia d’oro ad Alice Vergnaghi, che ha ricostruito quella storia pezzo dopo pezzo. Sempre nel 2023 si giocò a Lodi anche La partita mai giocata, novant’anni dopo che il governo fascista impedì al GFC la prima trasferta in Piemonte. Vinse l’Alessandria ai rigori, 3 a 2. Con novant’anni di ritardo, ma vinse.

Il torneo oggi

Il Memorial nasce dentro questo percorso di riscoperta, organizzato da Se non ora, quando? Snoq Lodi, Toponomastica femminile e la Rete scolastica Non sei da sola, con il sostegno di numerose associazioni, dell’Ufficio Scolastico Territoriale e il patrocinio del Comune di Lodi. Il campo è messo a disposizione dall’ASD San Bernardo CalcioLe scuole che partecipano sono venti, tra medie e superiori, da tutta la provincia: Codogno, Sant’Angelo Lodigiano, Somaglia, Castiglione d’Adda.

Centodieci ragazze delle superiori, centoquaranta delle medie.


In campo succede la magia più semplice: corrono, cadono, ridono, discutono su un fallo e poi si aiutano a rialzarsi. Nessuna classifica da difendere, nessuna carriera in palio. Solo il piacere di stare insieme, imparare a comunicare senza parole e fidarsi di chi ti passa il pallone. La grinta c’è, ma è luminosa, non nervosa. È quella di chi vuole esserci davvero, di chi entra nella mischia sapendo che alla fine si riderà comunque. E questo è il gesto più sovversivo del torneo: dimostrare che lo sport può costruire, non solo selezionare.

Documentare queste storie

Essere lì, con la fotocamera in mano, non è solo scattare immagini. È sentire il peso e la bellezza di ciò che si sta costruendo davanti ai miei occhi. Ogni passo, ogni passaggio, ogni risata sul prato è un pezzo di storia che si scrive adesso. È la storia di ragazze che sfidano regole non scritte, che si prendono uno spazio che per troppo tempo è stato negato, e che mostrano a chi osserva quanto gli stereotipi possano essere smontati, finalmente, e con stile.

Fotografare il Memorial significa testimoniare che stiamo facendo qualcosa di più grande di una semplice partita: stiamo rompendo vecchi schemi, stiamo dando visibilità a chi, per decenni, era rimastə nascostə. E sì, era ora. Le sorelle Boccalini nel 1933 avevano capito tutto questo molto prima di noi.

Oggi duecentocinquanta ragazze lo dimostrano correndo sul prato. Sul bordo campo, invece, qualcunə deve ancora aggiornare il sistema.

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