Parlo con un amico giornalista di fotografia quando si avvicina una signora sconosciuta. Lo conosce, mi guarda, e con assoluta naturalezza gli dice: « Bravo, ti sei portato una compagna per fare fotografie».
Pausa.
Ovviamente chiarisco subito: fotografa indipendente, nessuna testata, e soprattutto nessun maschio di riferimento. Lui conferma. La signora annuisce, soddisfatta, forse interdetta. Fine della scena.
Non c’era ostilità. Ma era uno stereotipo evidente e in piena forma, perfettamente funzionante: donna accanto a giornalista uomo? Sicuramente assistente, un aiuto, un appoggio.
Il paradosso è che succede proprio durante il quarto Memorial Boccalini, torneo nato per smontare stereotipi, pregiudizi e idee simili. Sul prato duecentocinquanta ragazze lo stanno facendo alla grande. Sul bordo campo, invece, qualcunə è rimastə bloccatə al 1933.
Le Boccalini in breve
Il torneo oggi
Centodieci ragazze delle superiori, centoquaranta delle medie.
In campo succede la magia più semplice: corrono, cadono, ridono, discutono su un fallo e poi si aiutano a rialzarsi. Nessuna classifica da difendere, nessuna carriera in palio. Solo il piacere di stare insieme, imparare a comunicare senza parole e fidarsi di chi ti passa il pallone. La grinta c’è, ma è luminosa, non nervosa. È quella di chi vuole esserci davvero, di chi entra nella mischia sapendo che alla fine si riderà comunque. E questo è il gesto più sovversivo del torneo: dimostrare che lo sport può costruire, non solo selezionare.
Documentare queste storie
Essere lì, con la fotocamera in mano, non è solo scattare immagini. È sentire il peso e la bellezza di ciò che si sta costruendo davanti ai miei occhi. Ogni passo, ogni passaggio, ogni risata sul prato è un pezzo di storia che si scrive adesso. È la storia di ragazze che sfidano regole non scritte, che si prendono uno spazio che per troppo tempo è stato negato, e che mostrano a chi osserva quanto gli stereotipi possano essere smontati, finalmente, e con stile.
Oggi duecentocinquanta ragazze lo dimostrano correndo sul prato. Sul bordo campo, invece, qualcunə deve ancora aggiornare il sistema.
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