AfroféminasGPT: un’IA costruita dal margine, non dal centro

Per caso, in un momento in cui stavo cercando notizie da un’altra parte, ho trovato un progetto davvero interessante: AfroféminasGPT. Ho seguito un link che sembrava quasi troppo semplice per essere vero. E invece era proprio quello giusto. Ma la cosa interessante non è tanto il “come” l’ho trovato. È il “perché” esiste. E qui, per me, si apre un discorso che riguarda noi, lettrici e lettori, chi scrive, chi studia, chi cerca parole che aprano la mente.

AfroféminasGPT è un piccolo terremoto: non nasce nei grandi laboratori delle Big Tech, non usa internet come stampella, non si alimenta di database generalisti pieni di pregiudizi.

Un’IA che non pretende di sapere tutto, ma sa da dove parla

Ho scritto ad Afroféminas per chiarire alcuni dubbi, mi ha risposto Antoinette Torres Soler, fondatrice e direttrice del progetto. La sua risposta mi ha colpita per chiarezza e gentilezza.

AfroféminasGPT è costruito solo a partire da testi di pensatrici e pensatori nerə

riconosciuti e altre fonti selezionate con cura. Non pesca nel web, non segue scorciatoie: questo significa che non pretende di essere neutrale, perché il neutro spesso è solo il punto di vista dominante travestito da universalità.

Non sostituisce nessunə professionista, non fa diagnosi, non promette saggezze illuminate. È uno strumento, un punto d’appoggio, una partenza, non un arrivo.

Il modello socratico: pensare prima di produrre

Un’altra sorpresa è stato scoprire che Antoinette ha creato anche il “Socratico GPT de Afroféminas”, pensato per professorə e studentə. Questo modello non ti lascia scrivere subito: ti costringe a ragionare, a mettere ordine nelle idee, a chiederti da dove ti arrivano certe premesse.

In un’epoca in cui le IA generano testi a raffica, avere un modello che ti chiede di pensare prima è quasi rivoluzionario. E nello stesso tempo un po’ divertente: ci vuole un’IA per ricordarci come si ragiona!

Un modello anche per il femminismo

AfroféminasGPT ci mostra un principio potente: le IA possono avere una voce consapevole, etica, e diventare strumenti d’appoggio per chi scrive. Immagino un modello simile per la scrittura femminista: suggerire riferimenti, autrici, spunti critici, sempre rispettando chi scrive e senza sostituire mai la creatività e il pensiero delle persone. In questo senso è un esempio da cui prendere spunto: non serve un modello perfetto, serve un modello che dichiari da dove parla, che sia trasparente e che supporti il pensiero critico.

Se ti va, esploralo. Non per cercare risposte già fatte, ma per mettere alla prova il tuo sguardo, il nostro sguardo. Le tecnologie non cambiano il mondo da sole — lo cambiano quando iniziamo a usarle in modo critico. Forse AfroféminasGPT è un buon punto da cui partire, anche e soprattutto  per prenderne esempio!

Link utili

👉AfroféminasGPT – accesso diretto

👉Categoria AfroféminasGPT sul sito Afroféminas


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